Dal corpo all’azione. Workshop con Vittorio Attene

8 gennaio 2018

“Dal corpo all’azione” è il titolo del workshop che terrà l’attore Vittorio Attene dal 2 al 4 marzo 2018.
Training fisico, controllo e espressione del corpo connesso alle emozioni… questi sono alcuni degli importanti elementi che verranno affrontati nel corso del workshop.
Con l’occasione Vittorio Attene ha accettato di rispondere a qualche domanda riguardante il suo lavoro di attore e insegnante di recitazione.

Leggendo il tuo CV è evidente che sei un professionista con una grande preparazione alle spalle. Quali delle tecniche studiate ha avuto maggiore importanza per la tua crescita artistica? Perché?

Ho avuto la fortuna di formarmi dentro una scuola importante come l’accademia “Silvio D’Amico” e come tutte le scuole presenta luci e ombre. Sebbene spesso venga indicata come una scuola, in senso negativo, “accademica”, cioè di vecchio stampo, in realtà è proprio nel triennio che ho avuto il privilegio di poter lavorare con docenti tutt’altro che di vecchio stampo.
Primo fra tutti Lorenzo Salveti, che mi ha insegnato quanto sia fondamentale per un attore pensare in scena. Pensare! Che è molto diverso dal semplice eseguire. Non so se avesse un solo metodo, sia esso Stanislavskij o altri, fatto è che tutto il lavoro fatto insieme si concentrava nel rendere assolutamente asciutto e concreto l’approccio al lavoro sul testo. Eliminare qualsiasi tipo di intelletualizzazione (pur tenendone conto) e portare il lavoro sul personaggio  attraverso la nostra contemporanea sensibilità. Non saprei dare un nome a questa tecnica.

 

Vittorio Attene "Dal corpo all'azione" presso Rabbit Hole

Vittorio Attene “Dal corpo all’azione” presso Rabbit Hole

 

Inoltre l’incontro con diversi insegnanti londinesi della Guildhall School e con Nicolaj Karpov, maestro nella tecnica della biomeccanica han fatto il resto.
Morale: ad oggi credo che sia l’insieme di tante tecniche, nessuna migliore dell’altra, che mi hanno portato ad avere un  metodo.
A seconda dei diversi lavori utilizzo approcci semplicemente fisici e tecnici oppure mi appoggio alla tecnica della reviviscenza.
Un attore deve crearsi il proprio metodo avendo più esperienze possibili. Non credo nell’unico metodo assoluto, bisogna utilizzare tutto e talvolta inventare. Oggi come docente cerco di insegnare ciò che mi è stato tramandato filtrato dalla mia esperienza.

Leggi anche Il training di un attore. Una porta verso il sub-conscio”


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